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Obama e la "guerra" a Fox News

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"I nostri ragazzi in Afghanistan saranno sollevati" nel sapere che "l'amministrazione Obama è più preoccupata di muovere guerra a Fox che di farla in Afghanistan", ha dichiarato Glenn Beck, uno dei più popolari commentatori della rete televisiva statunitense Fox.
Beck - uno dei giornalisti più aggressivi e faziosi di una rete televisiva di per sé aggressiva e faziosa come Fox News - si riferiva alle recenti dichiarazioni di Anita Dunn, responsabile della comunicazione della Casa Bianca, che aveva accusato Fox News di non essere un canale d'informazione, ma "un braccio del partito repubblicano". Un giudizio in larga parte corretto, quello della Dunn. Fox offre un minimo di news, più o meno obiettive, e tantissimi commenti che, con gradi diversi di partigianeria e parzialità, hanno sempre come bersaglio Obama e i democratici. La rete di Rupert Murdoch ha peraltro una sorta di alter ego liberal nel canale MSNBC, dove un giornalismo ugualmente urlato e di parte - anche se di qualità lievemente superiore - muove quotidianamente guerra ai repubblicani e agli avversari di Obama.
Che Fox o MSNBC siano dei canali d'informazioni è quindi in larga misura una finzione. Sono strumenti di battaglia politica ed esempi evidenti dell'imbarbarimento e della polarizzazione dello scontro politico negli Stati Uniti. Uno scontro che si è radicalizzato nei toni e che ha determinato una trasformazione degli stessi media televisivi da luoghi dove il confronto avviene - mediato, disciplinato e civilizzato - in soggetti partecipi dello scontro medesimo, inclini a esasperare il conflitto e non più a regolamentarlo e mostrarlo.
Obama e i suoi hanno quindi più di un motivo di risentimento nei confronti di Fox. Guardare una puntata del programma di Beck o di quello di Bill O'Reilly, un altro celebre commentatore ultra-conservatore di Fox News, non può che indurre a interrogarsi su dove sia mai finito il giornalismo di un tempo e su quale sistema d'informazione si sia venuto a formare negli Stati Uniti (e non solo negli Stati Uniti, come vediamo quotidianamente nel nostro paese).
Eppure, attaccare così frontalmente Fox News è stato un errore politico, che si spiega almeno in parte con le difficoltà di Obama e con la volontà di mobilitare appieno i propri sostenitori in questa complicata contingenza. Denunciare Fox, come ha fatto Anita Dunn, espone infatti il Presidente all'accusa, politicamente molto pesante, di voler limitare la libertà di stampa. Scendere nell'arena melmosa che Fox ha tanto concorso a creare è indicatore di una suscettibilità insospettabile, che indebolisce inevitabilmente Obama agli occhi dell'opinione pubblica. Stride con la conclamata intenzione di superare le divisioni e le polarizzazioni che hanno paralizzato gli Stati Uniti nell'ultimo decennio. E permette infine a Fox di recitare la parte della vittima, soggetta all'attacco di un governo autoritario, intrusivo e quasi-socialista, che - afferma Beck - muove guerra ai suoi cittadini e non si cura invece di proteggerli dalle minacce esterne. Fox News non è un bell'esempio d'informazione. Non lo è nella grossolanità dei reportage, nei toni urlati, nella bellicosità nazionalista di molti suoi commentatori, nell'aggressività spesso volgare di personaggi come Beck. Ingaggiare un corpo a corpo con Fox, come l'amministrazione ha fatto, significa però scendere al suo livello. Meglio non curarsene e sorriderne, come Obama era riuscito a fare con successo sino a oggi.

[Il Mattino, 14 ottobre 2009]


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3 Commenti

forse obama e il Berlusca non sono così diversi

Obama attacca la Fox News.

Ciao.

Ci eravamo scritti un po' di mesi fa.

Ti segnalo un amico che come te ha studiato alla Columbia University e da qualche giorno è docente in Germania: Stefano Casertano. A giugno ha pubblicato questo libro sulla storia petrolifera della Guerra Fredda

http://www.stefanocasertano.it/

http://www.brioschieditore.it/prodotti.asp?id_prod=54

Grazie.

Alessandro

comment6,

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