Mario Del Pero

Gerusalemmi, polarizzazione e convenienze politiche

I sondaggi, si sa, vanno maneggiati con grande cautela: incrociati tra loro, ponderati, misurati nel tempo. Non se ne può però prescindere (e di certo chi prende decisioni politiche non ne prescinde mai). Gallup ci mostra crudamente una delle ragioni fondamentali dietro la sciagurata decisione di Trump di trasferire a Gerusalemme l’ambasciata statunitense. Questo è il giudizio che gli americani danno, rispettivamente, d’Israele e OLP: http://news.gallup.com/poll/229199/americans-remain-staunchly-israel-corner.aspx con alcuni dati relativi anche a quei segmenti dell’elettorato, repubblicano e conservatore, che hanno portato Trump alla Casa Bianca e il cui, cruciale sostegno non è per il momento stato scalfito di una virgola: http://www.people-press.org/2018/01/23/republicans-and-democrats-grow-even-further-apart-in-views-of-israel-palestinians/

 

Il trumpismo è insomma effetto e matrice di una radicale polarizzazione degli Usa che si esprime anche rispetto a Gerusalemme. Quella polarizzazione la cavalca, sfrutta e alimenta, senza curarsi granché degli effetti e delle conseguenze

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