Mario Del Pero

CRIMINI, IMMIGRATI E ARMI

 

DDue notizie e fatti di cronaca della scorsa settimana. Il primo è l’assassinio di Mollie Tibbetts, una giovane studentessa universitaria dell’Iowa, da parte di Christian Rivera, un immigrato giunto illegalmente negli Usa che lavorava sotto falsa identità in una fattoria vicina alla casa dei Tibbetts (la povera ragazza era uscita per fare jogging quando è stata assalita e uccisa). La seconda è la proposta, non ancora formalizzata, della controversa Segretaria dell’Educazione Betsy DeVos di usare una parte dei finanziamenti federali destinati alle scuole superiori per armare gli insegnanti e permettere loro di difendere se stessi e gli studenti in caso di attacco (NYTimes, WP, Vox e altri hanno descritto il progetto, che per il momento però non è stato ufficializzato. Cfr. https://www.vox.com/…/betsy-devos-guns-schools-arming-teach…). Trump e molti repubblicani hanno subito usato il caso Tibbetts per mettere sotto accusa le politiche passate in materia d’immigrazione. “una persona è giunta illegalmente dal Messico e l’ha uccisa”, ha twittato il Presidente. “C’è bisogno del muro; c’è bisogno di cambiare le nostre leggi sull’immigrazione e sulla protezione del confine; dobbiamo farlo noi repubblicani perché i democratici non lo faranno”. Tutti i dati di cui disponiamo dicono però che così non è: smentiscono la tesi cara al Presidente e ai suoi sostenitori che vi sia una qualche correlazione tra immigrazione illegale e aumento della criminalità. Anzi, gli immigrati illegali tendono statisticamente a compiere meno reati dei nativi (fig.1 e, sul caso del Texas, fig. 2), una tendenza che alcuni studi recenti mostrano essersi addirittura accentuata negli ultimi anni (cfr.https://www.cato.org/…/their-numbers-demographics-countries…). In una certa misura è intuitivo capirne le cause, che un immigrato giunto negli Usa ha tutto l’interesse a scomparire nelle maglie piuttosto larghe della società americana, evitando guai di ogni tipo. Per quanto riguarda le armi nelle scuole, mancano studi specifici sul loro possibile effetto e disponiamo solo di riflessioni impressionistiche se non aneddotiche. Tutti, ma proprio tutti, i dati di cui disponiamo ci confermano però il dato banale che più armi in circolazione producono più vittime e che la strada maestra è quella di ridurre le armi, e controllarne meglio la distribuzione e vendita (cfr. https://www.hsph.harvard.edu/…/firearms-res…/guns-and-death/ e fig.3 che risale al 2013). La morale è fin troppo semplice e assomiglia in fondo a ciò cui stiamo assistendo in Italia: un discorso virile e diretto, capace di fare breccia nella pancia del paese presentandosi come concreto ed efficace (contro il buonismo e le belle anime, insomma) muove in realtà da premesse fortemente ideologiche e da un risoluto rifiuto di confrontarsi con fatti e studi, anche i più seri, documentati e inattaccabili. Quei fatti vanno costantemente riaffermati, enfatizzati, spiegati. Anche se poi tutto in ultimo dipende da noi. Da come riusciamo a restare umani di fronte a questo inarrestabile degrado e imbarbarimento. Ieri c’è stato il funerale di Mollie Tibbetts. In un’orazione davvero toccante e alta, il padre ha invitato “a ritornare alla vita”, a “voltare pagina”. E ha ringraziato la comunità ispanica dello stato: “sono Iowani; hanno i nostri stessi valori”, ha detto, “per quanto mi riguarda sono Iowani con un cibo migliore” (https://eu.desmoinesregister.com/…/mollie-tibbe…/1103580002/)

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