Mario Del Pero

L’UPSIDE DOWN IN CUI VIVE UN PEZZO D’AMERICA

Impeachment? Ci vuole il voto a maggioranza semplice della Camera, seguito da una sorta di processo al Senato (dove quest’ultimo svolge sostanzialmente il compito di giuria) nel quale una maggioranza di 2/3 è necessaria per decretare la colpevolezza del Presidente e la sua rimozione dalla carica. Intendiamoci, una slavina – questa volta bella grossa – è partita, non è la prima e altre presumibilmente ne seguiranno. Ma intanto, i sondaggi di cui disponiamo ci dicono che tra polarizzazione politica, sistematica azione di delegittimazione di Mueller e della sua inchiesta, e piena trumpizzazione del partito repubblicano, le condizioni “politiche” per un impeachment sono ancora molto, molto lontane. 3 dati per capirci

– il tasso di approvazione dell’operato di Trump tra gli elettori repubblicani rimane elevatissimo, sfiora quasi il 90% ed è agli stessi livelli del gennaio 2017, quando s’insediò (https://news.gallup.com/…/presidential-approval-ratings-don…)
– Una nettissima maggioranza dei repubblicani dà un giudizio estremamente negativo dell’inchiesta di Mueller: circa il 75% ritiene che sia una “caccia alle streghe”; poco più del 10% pensa che sia un’indagine “legittima”; più del 60% pensa che l’FBI stia cercando d’incastrare il Presidente (https://www.vox.com/…/poll-republicans-trump-fbi-mueller-wi…)
– L’elettorato repubblicano sembra seguire Trump anche nella sua denuncia delle cosiddette Fake News. Secondo un sondaggio Ipsos (https://www.ipsos.com/…/ne…/americans-views-media-2018-08-07), il 43% ritiene che il Presidente dovrebbe avere la possibilità di chiudere i media che “si comportano male” (“engage in bad behavior”). Più della metà condividerebbe la sua dichiarazione secondo la quale i media sarebbero “nemici del popolo” (https://poll.qu.edu/national/release-detail?ReleaseID=2561)

Morale? C’è una realtà parallela (un upside down à la Stranger Things, insomma ) dentro la quale vive una parte d’America – la stessa dell’Obama mussulmano o nato in Africa – e che costituisce la miglior polizza per la sopravvivenza di questa Presidenza

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1 Commento

  1. Marco

    omne agens agit propter finem….. il sogno americano continua a soffrire di eccessi e modalità che schierano pensieri, culture, popoli e pensieri. Un popolo troppo giovane, troppo potente, cresciuto in fretta e che frettolosamente costruisce la sua storia. Nel bene e nel male. Nessun si offenda ma Trump, racchiuso nella sua stessa caricatura, è uno degli articoli prodotti da un sistema fondato non più sul sogno americano (lecito, bellissimo, per tutti) bensì sul denaro; costi quel che costi. Lehman Brothers docet. Sperando di dare un esempio positivo l’allora presidente della FED (poi ministro per Obama…) si rifiutò di trasformare la Lehman in una banca commerciale con una manciata di miliardi di salvataggio, rischiando l’apocalisse per l’intera economia americana…
    Quando il punto di partenza di ogni discorso è “quanto utile si produce”, si finisce per assistere all’utilizzo di ogni leva possibile. Chi ha avuto ha avuto, scurdammose o passato.
    Che si ricominci a leggere. Che si insegni a non dimenticare il passato per non ripetere i medesimi errori. Che non si abbia paura di applicare un modello meritocratico senza cadere in una filosofia punitiva.
    Trasformare errori e problemi in opportunità.
    L’uomo (e la donna) lo possono fare.

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