Mario Del Pero

POVERTÀ E DISEGUAGLIANZE

È un articolo bello, doloroso e drammatico quello che il Times pubblica oggi sulla povertà negli Usa raccontata attraverso la storia di una giovane ragazza madre, Vanessa Solivan (https://www.nytimes.com/…/americans-jobs-poverty-homeless.h…). Bello perché dà volti e storie a quello che siamo soliti raccontare con numeri, statistiche e grafici. Al quale è come ci fossimo tutti assuefatti: i salari medi aumentati appena del 12% tra il 1973 e oggi a fronte di una crescita della produttività del 77%; il tasso della ricchezza nazionale posseduto dallo 0.1% del paese passato dal 7 al 22% tra il 1979 e il 2013; più dell’12% della popolazione (fig.1) che, pur escludendo homeless e carcerati, vive sotto la soglia della povertà (e questo nonostante il netto miglioramento della situazione con Obama); un salario minimo (fig.2) che a livello federale è fermo a $7.25 l’ora: indicizzato quello del 1968 sarebbe del 40% superiore. Questo e la lunga coda della crisi del 2007-8 ci aiuta a comprendere le ragioni della svolta a sinistra del partito democratico cui stiamo assistendo. Pure Obama ora si dichiara favorevole al single payer, un sistema sanitario pubblico (anche perché consapevole che è in una certa misura la conseguenza – voluta o meno non lo sappiamo – della sua riforma). E però proprio con l’amministrazione Obama, cosa che a sinistra si tende a dimenticare, abbiamo avuto tutta una serie di politiche – salario minimo per lavoratori federali, Obamacare appunto, sostegno a studenti indebitati, protezione consumatori di prodotti finanziari, equal pay, ecc ecc ecc – che effetti ne hanno sortito. È uscito proprio oggi l’ultimo report del Census Bureau sul reddito e la povertà negli Usa (https://www.census.gov/…/library/publ…/2018/demo/p60-263.pdf). Che ci offre la solita miniera di dati. E ci dice che anche nel 2017 è continuata la tendenza alla crescita del reddito medio delle famiglie già visto nel biennio precedente (pur a un ritmo inferiore del 2015-16, cfr. Fig.3). Insomma, benissimo i giovani socialisti che cercano qua e là di scalare il Partito Democratico, ma molte lezioni l’esperienza di governo di Obama le può certo offrire

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