Mario Del Pero

POLITICA E GUERRA

I media danno oggi ampio risalto alla notizia della tragica morte in Afghanistan del maggiore Brent Taylor (https://www.nytimes.com/…/afghanistan-us-soldier-killed.html). Taylor era sindaco della cittadina di North Ogden, una sessantina di chilometri a nord di Salt Lake City, nello Utah. Riservista, aveva preso un congedo per andare in Afghanistan con la guardia nazionale dello stato. Di casi simili ve ne sono molti, il più noto – di cui si è già parlato qui (https://mariodelpero.italianieuropei.it/…/south-bend-india…/) è il famoso sindaco di South Bend Pete Buttigieg. Nel mentre, alle elezioni di mid-term di martedì prossimo partecipa un numero record di veterani e veterane, soprattutto delle ultime guerre in Iraq e Afghanistan: più di 170 secondo alcune stime, in maggioranza – circa 110 a 60 – repubblicani, anche se tutte le donne con l’eccezione di una corrono per i democratici (https://www.militarytimes.com/…/here-are-the-172-veterans-…/; cifre in parte diverse sono invece fornite dahttps://www.axios.com/2018-midterms-military-veterans-runni…). A questo intreccio tra politica e forze armate concorrono molteplici fattori: la tradizione, mai venuta meno, di un ethos repubblicano che si sublima nella figura del cittadino-soldato, del servitore pubblico sempre pronto al sacrifico estremo; il discredito della politica e di tante altre istituzioni e la contestuale popolarità delle forze armate, oggi riverite come nessun altro nel paese (fig.1 per i dati Gallup); il tragico fallimento delle guerre americane del XXI secolo, che come in passato ha – e in parte comprensibilmente – alimentato l’idea che la responsabilità sia stata primariamente di una politica opportunistica, incompetente e auto-referenziale, che la guerra non la conosce e la utilizza con incoscienza e spregiudicatezza. Ma vi è anche il paradosso – che lo storico Andrew Bacevich ha illustrato magistralmente soprattutto in “The New American Militarism” (https://global.oup.com/…/the-new-american-militarism-978019…&) – di un paese e di un ceto politico sedotti dalla guerra e dalla possibilità di dispiegare l’impareggiabile superiorità di potenza militare di cui gli Usa dispongono, ma che da quella guerra – dalle sue pratiche, dai suoi effetti, dalla sua conduzione – sono sempre più distanti e separati. Bacevich è studioso conservatore, colonnello e veterano del Vietnam che – dopo aver letteralmente scoperto alcuni classici della storiografia progressista e revisionista, Charles Beard e l’amato William Appleman Williams su tutti – ha denunciato, talora in modo un bel po’ binario va detto, tutte le guerre statunitensi del dopo guerra fredda, liberal e conservatrici, democratiche e repubblicane. Che ha rubricato come parte di un’inarrestabile militarizzazione della politica statunitense, del lessico che la informa e della simbologia che l’accompagna. Di un paese, insomma, infatuato della guerra perché la guerra non la conosce; che celebra i suoi soldati (tra i quali numerosi immigrati che attraverso il servizio militare ottengono una via più rapida alla cittadinanza), ma li sottopaga (fig.2) e non garantisce loro adeguate cure mediche, come i numerosi scandali di questi anni hanno una volta ancora rivelato; che la guerra la osserva da lontano, facendo inizialmente il tifo come fosse allo stadio o dimenticandola rapidamente. Per Bacevich una soluzione sarebbe il ritorno alla leva obbligatoria e universale: utile perché la figura del cittadino-soldato torni a essere una realtà, perché renderebbe tutti gli americani più consapevoli delle conseguenze della guerra e meno inclini a intraprenderla con leggerezza e, infine, perché contrasterebbe la degenerazione di una repubblica sempre più iniqua del distribuire responsabilità, oneri e sacrifici. Il primo figlio di Bacevich, Andrew Jr., ha seguito alla lettera la lezione del padre; volontario, è stato ucciso in Iraq nel 2007.

No automatic alt text available.
No automatic alt text available.

Lascio un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.