Mario Del Pero

UNIVERSITÀ E SPIE STRANIERE

 

Qualche giorno fa, alla riunione del comité pédagogique della Paris School of International Affairs (PSIA) di SciencesPo si sono celebrati gli eccellenti risultati della scuola che in neanche un decennio ha visto crescere il numero di studenti da poco più di 300 a ca.1700, diventando al contempo assai più selettiva nel processo di ammissione e internazionale nel corpo studentesco (nel mio corso dell’autunno scorso, su 34 studenti solo 7 erano francesi). Particolarmente stridente è il contrasto con programmi simili offerti da università statunitensi, molti dei quali sono già da alcuni anni in grande difficoltà e soffrono – si pensi a SAIS della Hopkins – di un costante calo delle domande di ammissione e degli iscritti. Un calo che, per quanto riguarda gli studenti stranieri, si è esteso nell’ultimo biennio trumpiano a tutto il sistema universitario statunitense (fig.1). Nel 2017-18, gli studenti stranieri iscritti a università statunitensi sono calati del 6.3% nei programmi undergraduate e del 5.5% nei programmi graduate. Un calo che, sia pure più contenuto, pare essere proseguito nell’a.a. 2018-19. Alto e lievemente in crescita resta per il momento il numero di studenti cinesi, che da soli costituiscono circa un terzo degli universitari stranieri negli Usa (se si aggiunge l’India si ha circa la metà degli studenti non statunitensi, fig.2-5). Diminuiscono invece in modo significativo gli studenti del secondo, terzo e quarto contingente estero: indiani, appunto, sud coreani e sauditi. I fattori sono plurimi e tra questi vanno considerati i costi ormai fuori controllo delle rette universitarie e una concorrenza che anche per l’istruzione superiore si è fatta globale.
Pesano però anche le incertezze sulla politica relativa ai visti per gli studenti; incidono ovviamente le azioni dell’amministrazione Trump, a partire dal travel ban; e agisce il più generale clima politico. Vedremo se questo calo proseguirà negli anni a venire, ma da più parti lo si considera oggi come uno dei tanti effetti collaterali dell’elezione di Trump (https://www.insidehighered.com/…/new-international-student-…https://www.insidehighered.com/…/year-later-trump-administr…https://www.washingtonpost.com/…/7b1bac92-e68b-11e8-a939-94…). Il quale pare avere dichiarato che ogni studente cinese che è negli Usa sia in realtà “una spia” (https://www.politico.com/…/trump-executive-dinner-bedminste…)….

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