Mario Del Pero

MINIMUM WAGE E “PRESIDENTI DEL POPOLO”

 

In un paese (e in un sistema economico) caratterizzato da acute diseguaglianze – di istruzione, conoscenze e reddito – bassa sindacalizzazione e fiscalità regressiva, uno dei pochi, immediati strumenti di cui il legislatore disporrebbe per migliorare le condizioni di vita dei lavoratori meno retribuiti è ovviamente il salario minimo, la minimum wage introdotta da con il Fair Labor Standards Act del 1938. Che è stata corretta 22 volte dalla sua introduzione, l’ultima nel 2009. Ferma da più di un decennio, a causa dell’opposizione dei repubblicani al Congresso, la minimum wage federale è fissata oggi a 7.25 dollari all’ora; indicizzata, quella del 1968 varrebbe ora 11 dollari e 55, quasi il 40% in più (fig.1). Nell’impossibilità di ottenere un voto del Congresso, Obama riuscì ad aumentarla per tutti i contractors federali (portandola a 10.10 dollari). Usando i poteri di cui dispongono, molti stati e municipalità – per la gran parte, ma non tutti, democratici – hanno aumentato la minimum wage e oggi più della metà degli stati sono sopra la soglia federale. Quella più alta, di 12 dollari, la si trova nel Maine e nello stato di Washington; 5 stati non hanno invece fissato alcuna soglia: Tennessee, South Carolina, Louisiana, Mississippi, Alabama (cfr. fig. 2 e 3). Tra le città è DC ad avere la MW più alta, con 13 dollari e 25 l’ora. È interessante notare come vi sia oggi un acuto scarto in termini di crescita di salari reali tra gli stati che hanno aumentato la MW e quelli che non lo hanno fatto (https://www.epi.org/publicati…/state-of-american-wages-2018/), pur in un contesto dove a guadagnare di più sono tornati ad essere i redditi più alti (fig.4 e 5). E il nostro “presidente del popolo” ? Sulla MW Trump è stato ondivago come sempre ed è probabile che anche su quello le sue posizioni siano state condizionate dall’ultima puntata di Fox & Friends che ha visto e dal tweet che ne è seguito. La figlia Ivanka si è pronunciata contro un aumento, affidandosi alla solita retorica conservatrice degli americani che non vorrebbero mance ma opportunità (https://thinkprogress.org/ivanka-trump-says-americans-dont…/). In soldoni, il “presidente del popolo” – e il suo partito – non hanno in due anni e mezzo fatto nulla di nulla in quell’ambito dove invece un intervento potrebbe avere un effetto immediato e forte sui redditi più bassi.

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